Dalla voce al gesto: l'incontro fra canto e recitazione - Appunti sulla masterclass tenuta al Central Academy of Drama (CAD) di Pechino
- 4 mag
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Aggiornamento: 1 giorno fa

In questa storica eccellenza, la massima istituzione cinese per le arti teatrali e cinematografiche e culla della formazione attoriale, l'apertura allo studio del canto lirico rappresenta una nuova frontiera: l'occasione per fondere la tecnica vocale con la verità dell'azione drammatica. Insegnare in questo contesto ha permesso di esplorare quel punto di contatto dove la voce si fa corpo, dando vita a una visione in cui parola scenica ed espressione musicale diventano un’unica, inscindibile disciplina.
Architettura e Vocalità
L'interpretazione vocale trova il suo equilibrio in una lettura musicale che definirei architettonica. Come in un edificio o una scenografia teatrale, la musica possiede una propria statica, una gerarchia di volumi e un fulcro che sostiene l’intero impianto formale. "Progettare" il suono significa guidare la vocalità attraverso le tensioni strutturali della frase cantata, l'interpretazione si trasforma così in una costruzione consapevole in cui ogni nota trova il suo spazio necessario e la sua funzione portante. È la lezione di Arturo Toscanini, per il quale «le note sono soltanto un disegno: l’interprete deve dar loro il respiro» per trasformare quel disegno in verità sonora. Un concetto che risuona anche nelle parole di Sergiu Celibidache, il quale, in un'intervista, definiva l'espansione musicale come un «valore armonico inteso in senso architettonico spaziale», elevando l'esecuzione a una vera e propria struttura viva, dove l'architettura dei suoni si fa essa stessa respiro e vita.



