Recensioni

Polifonica Lucia (Premio M. Alboni)
«Quando Lucia Rizzi comparve nel mondo del melodramma, la sua fu immediatamente una bella, morbida, omogenea voce italiana di mezzosoprano... Cantava al Comunale di Bologna il Così fan tutte di Mozart nella simpaticissima parte di Dorabella, e appunto di mezzosoprano “antico” sembrò il suo calibro vocale.
Storicamente il repertorio doveva tornare indietro a Pergolesi, Vivaldi e Monteverdi, per poi avanzare fino a Rossini (l'idolo di Marietta Alboni), Bellini, Verdi e Wagner... Il belcanto della sorella di Ezzelino e la declamazione della Valchiria compagna di Brunilde potevano anche convergere più tardi, in alcune parti decisamente sopranili affrontate da Lucia in ambito profondamente romantico: per esempio la Norma di Bellini e la Odabella di Verdi. Eppure, con tutto ciò, non è ancora completo il ventaglio delle vocazioni e delle scelte repertoriali della grande Cenerentola... perché vi manca ancora il settore cameristico, toccato regolarmente e con grande successo: lo rappresentano la drammatica cantata di Rossini che celebra Giovanna d'Arco, certe musiche raffinate e rare di Schubert e Brahms, Mauro Giuliani e Angelo Mariani.
E proprio omaggiando Mariani, l'indimenticabile direttore preferito di Verdi, Lucia Rizzi ha avuto modo di lasciare una traccia vistosa... Lucia Rizzi canta e onora la nostra Marietta sulla linea esemplare delle signore Cossotto, D'Intino, Mingardo, Manca di Nissa. Con la sua voce e le sue voci: si tratta proprio di una poli-fonia.»
- Piero Mioli
L’Opera
«Lucia Rizzi, punta di diamante della serata, si conferma autentica voce di mezzosoprano dal medium caldo, giustamente appoggiato nel petto. La gamma salda e compatta, l’appoggio e il legato le permettono un canto espanso e coinvolgente che in Acerba voluttà e in O ma lyre immortelle ha travolto il pubblico. In Prend pitié de sa jeunesse, pagina rara di Verdi, la Rizzi ha brillato per raffinatezza.»
- G. Landini
Il Giornale
«Lucia Rizzi mostrava, assieme alla maturazione, una cura espressiva di tutto riguardo nel recitativo e aria Figli, diletti figli... Ah! per questo mio cor dall’Alceste di Gluck.»
- A. Cantù
L'Arena
«Lucia Rizzi, artista intelligente e dotata di una tecnica eccezionale. Il nostro giudizio si rivolge alle arie verdiane da Attila, Un ballo in maschera e Il trovatore, condotte con le più sottili sfumature di tinte e di dinamica. La Rizzi si è espressa con un’eloquenza di fraseggio eccezionale, illuminando certi squarci drammatici in modo esemplare. Ha fatto vedere come si sfumano certe frasi, come si rinforzano, come si attaccano, come si può accentare senza urlare, come si possono sviluppare tutte le indicazioni in musica, anche sul piano scenico-interpretativo. Una grande lezione che il pubblico ha apprezzato, assegnandole entusiastici e meritati applausi.»
- G. Villani
Amadeus
«...Vi spiccavano il bel timbro e il forte temperamento drammatico di Lucia Rizzi.»
- F. Degrada
L'Opera (Il prigionier superbo di Pergolesi – Prima esecuzione moderna)
«La migliore in campo è invece Lucia Rizzi, con bella voce, piena e calda, che esce vincente dalla grande e tormentata aria che conclude il secondo atto, preceduta da uno dei rari recitativi dell’opera accompagnati dall’orchestra.»
- M. Beghelli
La Gazzetta di Parma (Recital Franz Liszt)
«Sapienza e incanto dei Lieder di Liszt all'Auditorium del Carmine. Programma raffinato di raro ascolto: un gioiello. Con franca adesione alle notevoli istanze pianistiche e con pari coerenza interpretativa, il mezzosoprano Lucia Rizzi ha eseguito alcuni splendidi Lieder di Liszt. Quattordici prove di intelligenza musicale e vocale nel restituire brani d'impegno e bellezza particolari, da affrontarsi con una cultura dello stile lisztiano che è cultura tout court. Applausi entusiastici. Come bis, l'aria di Maddalena dal Rigoletto di Verdi in francese.»
- E. Formica
Libertà
«L’Odabella (Attila, Verdi) di Lucia Rizzi, sicura nell’affrontare con determinazione l’impervio ruolo superando asperità di sesto grado, alterne a oasi di belcanto.»
- F. Bussi
Il Resto del Carlino
«...Lucia Rizzi è "Dorabella" nella sua attenta definizione tecnica, vocale ed espressiva.»
- L. Pinzauti
Tages-Anzeiger
«La giovane italiana Lucia Rizzi ha un perfetto dominio delle colorature rossiniane, affascina con un timbro vivo e pieno, è generosa nell’espressione e incanta il pubblico con molto charme.»
- M. Eidenbenz
Gli Amici della Musica
«Lucia Rizzi (Norma): il fraseggio è interessante, il colore screziato di bruniture tragiche e il personaggio emerge nella sua grandezza.»
- R. Pedrotti
Il Piccolo
«Il temperamento di Lucia Rizzi trovava nel colore e nello spessore del fraseggio uno sbalzo davvero zingaresco. In un repertorio riservato agli specialisti di lingua tedesca, rivela subito un'espansione lirica di ammirevole risalto, in bella evidenza anche nelle melodie di Dvořák.»
- G. Gori
Neues Tirolerzeitung
«Qui solo Lucia Rizzi si è affermata in ogni aspetto. La sua interpretazione di Mahler è davvero da sentire: magnifico il timbro della sua voce, uno splendido contralto con un'ottima cura del piano, del fiato e del fraseggio melodico.»
- H. Garzaner
La Nazione
«La scelta dei solisti è stata di gran pregio: Lucia Rizzi, una voce dal timbro suggestivo e carico di espressività...»
- L. Pinzauti
La Repubblica (Diretta radiofonica)
«Il Lied Des Antonius von Padua Fischpredigt è stato eseguito all'inizio della serata: mezzosoprano la brava Lucia Rizzi.»
- D. Villatico
Ravenna (V Congresso "La Voce Artistica")
«Il mezzosoprano Lucia Rizzi è riuscita ad entusiasmare il pubblico con un'aria pressoché sconosciuta ai più dalla Sapho di Gounod.»
- L. Vioni
L’Opera
«Al Teatro Alighieri, Lucia Rizzi sigla con espressione toccante e linearità vocale la bellissima O ma lyre immortelle dalla Sapho di Gounod.»
- Claudia Mambelli
Musica (CD Recital Rossini)
«In questo gradevole disco, Lucia Rizzi si espone al più arduo dei confronti proponendo una lettura della Giovanna d’Arco. Grazie a un solido controllo dell’emissione e alla cura particolare per l’articolazione e il fraseggio ne esce a testa alta, segnalandosi per la pronuncia assai corretta e per un sobrio uso della mezzavoce. Il recital prosegue con una dozzina di arie da camera del pesarese, alcune in prima esecuzione assoluta, che trasformano il compact in un indispensabile must per appassionati e collezionisti. La Regata veneziana si riascolta con piacere grazie al garbo della Rizzi.»
- M. Marcorini
La Gazzetta di Parma (CD Angelo Mariani)
«Il CD Chiamatelo destino (Amadeus) si propone di far conoscere la produzione vocale cameristica di Mariani nell'interpretazione di Lucia Rizzi e Riccardo Zadra. I due interpreti riescono a valorizzare al meglio le composizioni, contribuendo alla riscoperta del compositore ravennate.»
- G. Boschi
GB Opera (CD Angelo Mariani)
«Edito per Amadeus, questo CD testimonia un concerto celebrativo in onore dei 140 anni della morte del compositore e offre una selezione del suo catalogo cameristico, concentrandosi sui brani per mezzosoprano. Accompagnata qui con tocco brillante da R. Zadra, protagonista è L. Rizzi, cantante dalla voce calda e brunita, dalla buona tecnica e dalle buone intenzioni interpretative, che riesce a dare la giusta tinta espressiva ai vari brani. Le composizioni proposte si dispiegano su un ampio ventaglio espressivo che va dalle musiche sacre – su testi sia italiani sia latini – a brani di un lirismo sentimentale patetico, fino a una composizione di più ampio respiro come “Matilde o la fidanzata del guerriero”, che riproduce in forme ridotte un’autentica scena teatrale di un gusto prossimo al Verdi delle opere giovanili o de “Il trovatore”, passando per eleganze salottiere e più intense suggestioni romantiche (“La povera madre”); per le sue doti di chiarezza e uniformità si fa invece apprezzare l’anacreontica “La lira”. Fra i brani si distinguono forse proprio quelli più teatrali, come la già ricordata “Matilde”, in cui traspare tutta la conoscenza di Mariani per i modi e le forme del melodramma italiano, o l’“Ave Maria” di gusto squisitamente verdiano. Fra i possibili riferimenti di Mariani emerge proprio Verdi, soprattutto quello delle opere giovanili e della "trilogia popolare" piuttosto che quello della maturità, ma anche Meyerbeer e il mondo espressivo della maturità di Donizetti e di Pacini (“Ad un fiume”, “Il tuo cuore e la tua mano”), regolarmente praticato a partire dagli anni giovanili (prime esecuzioni di “Sofocle” ed “Edipo Re” di Pacini nel 1847).»
- G. Cavagnino
Operaclick (CD Angelo Mariani)
«Il nome di Angelo Mariani è conosciuto principalmente per essere stato il direttore d’orchestra di varie prime esecuzioni italiane di grandi capolavori. Una selezione della sua produzione da camera è ora disponibile nel CD edito dalla Amadeus che qui si recensisce... La raccolta proposta si presenta piuttosto variegata, sia negli originali registri di scrittura (oltre al mezzo, le romanze furono scritte per voce di soprano, tenore e baritono), sia negli autori. Varia anche la struttura musicale dei pezzi: accanto a melodie distese e più propriamente salottiere, possiamo ascoltare brani di una certa cupezza, come “La povera madre” o “In morte di una cara creatura”, e anche una cantata completa di preludio, recitativo e cantabile, “Matilde o la fidanzata del guerriero”, dove si avverte forte un certo "profumo" del primo Verdi. Il mezzosoprano L. Rizzi si disimpegna molto bene nella volontà di trovare in ogni romanza accenti personali, trovando i momenti migliori dove la tessitura le permette di valorizzare la sua voce tendente al registro contraltile e di bel colore scuro. Se quindi la linea di liriche come “Abbandono” appare di tessitura un po’ alta, in altre, come le già citate “La povera madre” o “In morte di una cara creatura”, il fraseggio partecipe valorizza non poco il materiale vocale della cantante. Molto brava in particolare nella romanza “Il fiore” e nella cantata “Matilde”, dove esegue con molto gusto delle difficili scale cromatiche ed è prodiga di belle mezze voci. Sempre appropriato l’accompagnamento dell’ottimo pianista R. Zadra, particolarmente apprezzabile nei virtuosismi de “La partenza”.»
- D. Ciccone
CD Classica (CD Spohr, Giuliani)
«Una vera chicca per gli appassionati: così si presenta il disco di Lucia Rizzi. Eccelsi interpreti, per i quali basterebbe un solo ascolto di Lied aus der Ferne di Giuliani o del Mignons Lied di Spohr per convincersi della maestria esecutiva e della raffinatezza interpretativa.»
- Q. Trovato
Les Cahiers de la Guitare et de la Musique (CD Spohr, Giuliani)
«La bella voce di Lucia Rizzi arriva molto bene a trasmetterci il senso dei testi, sottolineando di volta in volta il tormento e il desiderio della morte, il misticismo estatico (Abschied di Schiller e An Mignon di Goethe) o anche l’espressione di un'ingenua felicità, considerata leziosa per la nostra mentalità moderna (An das Schicksal di Reissig). Non ascoltate il disco tutto di fila: è talmente bello che va gustato a piccole dosi.»
- W. Kozyra
Seicorde (CD Spohr, Giuliani)
«Vocalità tornita quella della Rizzi, di pasta scura e plastica nell’estensione. Ben corposa nei bassi e colorita negli alti, sonora nelle dolcissime mezze voci riservate alle ninne nanne e alle serenate. Ariosa nell’impersonare entusiasmi e sconfitte, esaltazioni e strazi, gioie e pene d’amore. Squillante nell’inno alla futilità della vita del Lied Vanitas Vanitatum su testo di Goethe, oppure nel festoso stacco di girotondo del Lied Beim Rundetanzen di Spohr. Anche e soprattutto nei sei Lieder di Giuliani, con la loro inconfondibile impronta italiana, la bravura dell’interprete consiste nel saper rendere le più fini sfumature di sentimento e il trascolorare delle passioni, in una gamma svariata di brevi e intense caratterizzazioni che vanno dal candore della contemplazione estatica al vagheggiamento della morte in un estremo addio.»
- E. Caneva
